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Yannick Noah

diventa un mito quando vince il Roland Garros sconfiggendo in finale Mats Wilander 6-2, 7-5, 7-6.

Noah diventa così il secondo uomo di colore dopo Arthur Ashe a vincere un torneo del Grande Slam. La sua tattica ha spesso incantato gli spettatori per la spettacolarità. Il particolare colpo che porta il suo nome è quello che effettuava quando l’avversario lo sorprendeva a rete con un lob, cui rispondeva rinviando la palla tra le gambe, con le spalle alla rete. Nel 1984 vince ancora a Parigi, ma nel doppio, in coppia con il connazionale Henri Leconte.

Nel doppio è arrivato in finale anche agli US Open con Leconte (1985) e al Roland Garros con Guy Forget (1987). Nel 1985 vince gli Internazionali d’Italia a Roma e l’anno dopo raggiunge la posizione n°3 nel ranking mondiale (suo record). Nello stesso 1986 balza in testa alla classifica mondiale del doppio, leadership che mantiene per 19 settimane. Si è ritirato nel 1990, collezionando in tutto 23 titoli nel singolare e 16 nel doppio. Negli altri tornei dello Slam ha raccolto una semifinale all’Australian Open nel 1990 e i quarti di finale all’US Open in più occasioni.

Ha giocato per 11 anni nella nazionale di Coppa Davis, con un record di 26-15 in singolare e 13-7 nel doppio, guadagnando la finale nel 1982, che la Francia perse poi 4-1 con gli USA. Ritiratosi diventa allenatore della squadra nazionale femminile, prima di ricoprire lo stesso incarico per quella maschile e vincere la Coppa Davis nel 1991. L’impresa fu ripetuta nel 1996 (3-2 alla Svezia). Nel 1997 ottiene con la nazionale femminile la prima vittoria francese nella Federation Cup.

Nel 2005 Noah è stato inserito nella International Tennis Hall of Fame, nono francese a ottenere questo onore.